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Tetti in Cemento Torino
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TETTI IN CEMENTO TORINO

L'elemento plastico e strutturale che chiude la parte alta e copre una costruzione e la preserva dagli agenti atmosferici si chiama tetto. Le sue forme sono molteplici come altrettanto sono le funzioni, i materiali usati, i significati simbolici, i costi finali. Talora il tetto può diventare, con la sua forma, elemento troppo irrigidente dell'intera struttura, trasformando la costruzione in qualcosa che resiste in maniera differente, ai diversi piani, alle forze sismiche orizzontali. La sua prima funzione, seguendo la radice semantica del termine, è di tetti in cemento, ovvero di coprire. Un involucro in grado di proteggere dalle intemperie e di racchiudere l’universo abitativo isolandolo dal mondo esterno. A questa primaria funzione del tetto, con l’evolversi delle tecnologie costruttive e con l’accrescersi dell’interesse per i prodotti biocompatibili si è affiancata la parallela ricerca della salubrità, con l’amplificazione di tutti i fattori che possono contribuire ad accrescere il benessere di chi la casa la vive in prima persona. Da semplice copertura, il tetto si è trasformato in un componente cui è richiesto di garantire anche il maggior grado possibile di comfort estivo e invernale, con una corretta coibentazione che limiti il più possibile l’escursione termica e riduca conseguentemente il fabbisogno energetico.  Tutti requisiti cui anche il tetto in legno è in grado di rispondere, prevedendo un’adeguata camera di ventilazione e utilizzando un pacchetto di prodotti studiati ad hoc. Dal concetto di prodotto per il tetto, ci si sta evolvendo verso l’idea di un “sistema” tetto, che preveda la posa in opera di più elementi funzionali l’uno all’altro.  Tipico prodotto d’oltralpe, il tetto in legno ha per il momento attecchito soprattutto nelle zone montane e in alcune aree geografiche, prima fra tutte i tetti in cemento, che risente dell’influenza mitteleuropea. Meno utilizzato nelle altre regioni di pianura, presenta buone potenzialità di sviluppo anche nel Sud della Penisola per le sue eccellenti qualità di termoregolazione e coibentazione, evidentemente allettanti per aree soggette a forti escursioni termiche stagionali e poco inclini a far ampio uso di impianti di riscaldamento.  Nel “pacchetto” tetto rientrano generalmente quattro strati. Cominciando dal basso, una struttura in cemento, laterocemento o un tavolato in legno ottenuto dalla giustapposizione di più elementi accostati tra loro. Al di sopra, viene collocato uno strato isolante di natura diversa, che dovrebbe presentare doti di permeabilità al vapore e essere tetti in cemento. Proseguendo verso l’alto, una camera di ventilazione e un tavolato continuo rivestito da guaine impermeabili e traspiranti, eventuali lastre portategola o similari, per poi terminare con il manto finale di copertura. Sintetizzando, procedendo in senso inverso dall’esterno verso l’interno, troviamo: 1. manto di copertura 2. listelli 3. listoni per ventilazione 4. guaina traspirante 5. isolante termico 6. freno vapore 7. assi E’ importante, in questo senso, prevedere un piano di ventilazione tra la copertura e la guaina sottotegola. Lo spessore dello strato di ventilazione dovrebbe variare dai 4 ai 6 cm e la sezione di ventilazione non dovrebbe restringersi dalla gronda al colmo.
Il fondo del piano di ventilazione deve inoltre essere previsto in modo tale da consentire il deflusso di piccole quantita d'facqua dal colmo alla gronda. Se la ventilazione sottotegola e ostacolata da elementi quali abbaini o comignoli, e necessario prevedere sulla copertura apposite aperture di sfiato, protette da reti o griglie, per consentire all'aria di entrare e uscire, bloccando eventualmente l'ingresso di eventuali animali e di sporcizia nell'area di ventilazione. Quale isolante e piu indicato? Il valore ƒÉ (vedi tabella sotto) esprime la conducibilita termica, ovvero la capacita di un materiale di lasciar passare il calore. Tanto minore e il valore, tanto meno il materiale conduce calore, cioe tanto meglio il materiale e in grado di esercitare un potere isolante.  Il tetto in legno costruito utilizzando un pacchetto “a sistema”, con un’oculata progettazione della camera di ventilazione e dello strato isolante più idoneo, consente di ottenere elevati livelli di comfort abitativo, più difficilmente ottenibili con un tetto in cemento. Rispetto ad un tetto in cemento, è sensibilmente ridotto anche il peso di un tetto in legno e, di conseguenza, anche la massa statica di cui la struttura deve farsi carico: il rapporto è di 116 Kg/m2 per il manufatto in legno contro i 391 Kg/m2 per il manufatto in cemento. Il tempo di posa in opera di un tetto in legno, riferendoci a un tetto campione di dimensione media (250 m2) è di 7 giorni, mentre per un tetto in cemento, tenendo conto anche dei tempi necessari di maturazione e indurimento del calcestruzzo, il valore sale a 42 giorni. Entrambi presentano una buona resistenza al calore, mentre sul piano estetico il tetto in legno presenta sicuramente migliori tetti in cemento. In prossimità di aree geografiche ad elevato rischio sismico, il tetto in legno presenta una maggior garanzia di sicurezza in quanto è più flessibile e quindi in grado di resistere agli eventuali movimenti oscillatori, rispetto al cemento che è destinato a collassare. Buona la manutenzione nel tempo di entrambe le tipologie di tetto. Per una costruzione a regola d’arte è richiesta per il tetto in legno una maggiore professionalità da parte del posatore. Il pericolo del mancato rispetto delle norme costruttive può portare nel giro di pochi anni ad un serio deterioramento del sistema tetto in legno.  Per un confronto sull’economicità dei due tipi di tetto, rimandiamo alla tabella riportata qui sotto. I tre costi sono valori medi risultanti da una serie di interviste effettuate presso carpentieri ed architetti esperti del settore e sono stati elaborati in funzione della composizione del “pacchetto” tetto riportata in questo articolo. E ‘noto che i laterizi possono durare fino a 100 anni. Essi sono molto tetti in cemento e resistenti al fuoco, scolorimento, parassiti e fattori ambientali. Uno degli svantaggi è che può essere molto costoso. Sono anche molto pesanti e possono aggiungere fino ai costi, perché potrebbe essere necessario cambiare la struttura del tetto. Noleggio di un imprenditore e vedere se il tuo tetto può sopportare il peso delle piastrelle. laterizi sono difficili da lavorare e può essere molto complicato per isolare il tetto. Mattonelle di cemento sono grandi perché possono imitare altri materiali di copertura. Possono essere fatte per assomigliare laterizi, per esempio. Essi sono molto più economici e possono essere trovati in una vasta gamma di colori e stili. Essi non pesano molto, che li rende ideale per i tetti di piccole dimensioni. Sarebbe estremamente pericoloso creare un eccessivo allarmismo nell'opinione pubblica, magari inducendo una frenetica corsa alla rimozione dei manufatti contenenti amianto, nei fatti, forse più dannosa di quanto non sia il loro permanere in sito dopo idoneo trattamento. Le operazioni di rimozione dei prodotti da sostituire comportano, infatti, pur condotte con tutte le cautele possibili e da personale altamente specializzato, quasi inevitabilmente una dispersione notevole di fibre. con effetti inquinanti e situazioni di pericolo a volte superiori a quelle dei prodotti in opera, senza considerare la necessità di ricorrere a discariche speciali per lo smaltimento finale dei prodotti. Ecco, quindi, che, evo possibile, alla rimozione è da preferirsi l'incapsulamento e la permanenza negli edifici in condizioni di sicurezza - dei componenti contenenti amianto. Una soluzione particolarmente adatta nel caso delle lastre di copertura ondulate in tetti in cemento - impiegate in passato massicciamente per la copertura di strutture agricole e industriali, ma anche di interi quartieri residenziali per la facilità con cui si può provvedere a tale tipo di intervento. Esiste una procedura autorizzativa a monte da rispettare che prevede il deposito, esclusivamente da parte di ditte specializzate, del piano di lavoro presso la struttura socio-sanitaria di controllo competente per la specifica area geografica.
La prima operazione consiste, ovviamente, nella verifica della portanza dei manufatti oggetto d'intervento, sì da accertarne la loro calpestabilità da parte degli operatori senza rischi di pericolose cadute, o, in caso contrario, da provvedere a soluzioni alternative. Si procede, quindi, con il trattamento a spruzzo del manto di copertura da incapsulare mediante un formulato tetti in cemento (nel caso in questione Vinavil diluito in acqua nel rapporto di 1 a 8), che crea una pellicola superficiale sulle vecchie lastre, impedendo il rilascio di fibre e consentendo, così, di passare alle fasi successive in regime di assoluta sicurezza. Il preparato, a rapida presa, deve essere distribuito con cura sull'intera superficie a vista della copertura per mezzo di un irroratore manuale. Gli addetti provvedono poi a fissare alle lastre, in corrispondenza dell'apice delle ondulazioni, dei listelli in legno, che serviranno per la successiva posa di un manto protettivo superiore, ad impedire il degrado della pellicola elastomerica per effetto dei raggi ultravioletti e degli agenti atmosferici. I listelli, disposti trasversalmente rispetto all'ondulazione, vengono agganciati con piattine di metallo appositamente sagomate e assicurati con viti alle vecchie lastre.  Si passa, quindi, alla stesura delle nuove lastre; nel caso specifico dell'intervento qui documentato, si tratta di lastre Cesarea 2000 della Coim di Milano. Realizzate con una matrice principale di vetro-resina, addizionata con speciali additivi, la loro superficie esterna è protetta dall'applicazione di un film di poliestere. Le lastre sono particolarmente semplici da montare (un solo operatore è in grado di posarne circa 800 metri quadri in una giornata) e presentano buone caratteristiche fonoisolanti e di coibenza termica. La loro portata massima è di 1.000 chili per metro quadro, uniformemente distribuito, con garanzia di resistenza agli urti, alle alte e basse temperature (da meno 30 a più 150 gradi), agli agenti atmosferici e ambientali e al fuoco (classe 1 di autoestinguenza). Possono inoltre essere fornite in diversi colori: rosso mattone, grigio chiaro, arancio ossido, verde, ardesia e marrone.
La posa avviene sovrapponendo i bordi dei singoli elementi per circa 20 cm e fissando con viti autofilettanti - ogni due onde - la nuova copertura ai listelli in legno sottostanti. Là dove ci fosse la necessità di realizzare prese di luce e lucernari, si possono disporre lastre in vetroresina trasparente, avendo l'accortezza di fissare in precedenza a protezione del vano una rete metallica. In sommità possono essere impiegati differenti tipologie di colmo, mentre per le finiture tra lastre e parete (dove, come in questo caso, si avessero dei volumi sporgenti rispetto all'andamento della falda) si utilizzano appositi elementi terminali laterali. In corrispondenza dei bordi esterni di tetti in cemento, sotto le nuove lastre, è invece necessario inserire listelli sagomati di espanso a cellule chiuse catramate.  Un intervento, dunque, nel complesso semplice, il cui risultato dipende molto dalla preparazione delle imprese incaricate della bonifica (nell'intervento presentato realizzata dalla Coperture Grazioli di Mantova) e dalla qualità dei materiali impiegati.
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