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Tetto Legno Lamellare Torino
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TETTO LEGNO LAMELLARE TORINO

Il tetto in legno lamellare è strutturato in sezioni e composto da vari materiali. Lo sviluppo tecnologico raggiunto nelle procedure di lavorazione e di incollaggio del legno, permette la realizzazione di travature lamellari di qualità selezionata e certificata altamente affidabili per impieghi strutturali sia perfettamente lineari che curve, dimensionate in base alle esigenze progettuali con limiti estremi inimmaginabili fino a pochi anni fa. Il legno lamellare, mantenendo i pregi e le qualità estetiche del legno massiccio, ne migliora sensibilmente le caratteristiche statiche e quindi è a pieno titolo un prodotto tecnico. Questo materiale consente infatti la realizzazione di elementi strutturali adatti alle più varie utilizzazioni sia per la sua grande precisione dimensionale che per la sua estrema duttilità in ordine a sezione, curvatura e/o linearità. Negli interventi di restauro degli edifici storici è previsto spesso l’uso del tetto legno lamellare. Realizzazione di tetti e strutture con capriate e travi in legno lamellare o bilama. La tecnologia del lamellare ci consente di allargare enormemente i campi di applicazione del legno. Infatti l'ottimo rapporto tra le proprietà meccaniche ed il suo peso, le buone caratteristiche di indeformabilità, di lavorabilità e l'adattabilità ci permettono di eseguire differenti lavorazioni delle travature per realizzare soluzioni estetiche e strutturali più diverse, come ad esempio le grandi luci e le forme curve, in modo da ottenere composizioni architettoniche di grande effetto estetico. Ciò è possibile con appropriata scelta delle parti migliori e più resistenti del tronco, controllandone in questo modo le prestazioni. Le lamelle vengono essiccate ad alte temperature,  fino ad ottenere un contenuto di  umidità del 12 %  (+/- 2%), come previsto dalla norma DIN 1052.  Le lamelle tetto legno lamellare incollate testa a testa con  giunzioni a pettine fino a ottenere la lunghezza necessaria  vengono successivamente  sovrapposte e incollate nelle sezioni richieste, la cui unione viene eseguita con colle resorciniche (visibili) o melaminiche (trasparenti), omologate ai sensi della norma DIN 68141 procedendo in ottemperanza alle DIN 1052. Se si utilizzano delle travi lamellari in ambienti ad elevata umidità, a temperature oltre i 50°C, oppure in ambienti con notevoli variazioni  climatiche, le colle da utilizzare sono unicamente quelle a base di resine sintetiche (nel nostro caso colle resorciniche). La rivalutazione del legno come elemento costruttivo e l'innovazione tecnologica della sua applicazione non sono certamente conquiste casuali. Da un prodotto naturale viene generato, attraverso un qualificato intervento, un elemento che resiste agli agenti atmosferici, che consente geometrie ardite quanto inaspettate, che non cede al vento ed alla neve.
Le coperture in legno lamellare sono caratterizzate da una grande resistenza unita ad una grande leggerezza; queste due peculiarità le rendono ottime per l'impiego in zona sismica. Anche nella ristrutturazione di edifici storici le coperture in legno lamellare, grazie alla loro leggerezza (se rapportate all'acciaio o al calcestruzzo) permettono di limitare molto i carichi permanenti e di conseguenza richiedono un rinforzo delle strutture portanti meno invasivo. Il sistema “tetto ventilato” offre grandi vantaggi per il confort abitativo, la durata delle strutture e il risparmio energetico. Posta fra il materiale coibente e la copertura, la camera di ventilazione assicura una circolazione dell’aria che migliora le qualità termiche dei tetti in legno. In inverno la circolazione d’aria farà in modo che il materiale isolante rimanga tetto legno lamellare asciutto evitando in questo modo la creazione di condense e garantendo la durata nel tempo degli elementi lignei del tetto ventilato; inoltre elimina l’eventuale calore ceduto dagli ambienti sottotetto ed evita lo scioglimento irregolare di un possibile manto nevoso, e quindi una caduta, per slittamento della neve al suolo. Il movimento dell’aria nella camera di ventilazione è molto basso anche se consente lo stesso le funzioni descritte, per questo l’aria si comporta come un ulteriore strato isolante (l’aria ferma è universalmente riconosciuta come isolante). In estate l’aria fresca che arriva dalla linea di gronda si riscalda nell’intercapedine per effetto dell’irragiamento, diventa più leggera e fuoriesce, sottraendo il calore accumulato dal materiale di copertura. Ciò garantisce un ambiente fresco. I pregi del tetto ventilato in legno trovano il massimo soddisfacimento quando la copertura ventilata è realizzata su struttura portante lignea, a falda inclinata. Il legno è un materiale naturale, traspirante ed aiuta a stabilizzare il tasso d’umidità relativa interna. Un solaio di copertura di legno consente al vapore acqueo e all’aria viziata dell’ambiente di trasmigrare verso gli strati più esterni della copertura. L’adozione e rispetto di tutti gli accorgimenti assicura una maggior durabilità, che abbatte i costi e tetto legno lamellare di manutenzione, una maggior facilità nell’effettuare eventuali sostituzioni, un maggior perdurare nel tempo dell’integrità estetica del manto ed assoluta immobilità del manto. L’aspetto estetico di un tetto ventilato non è diverso da un tetto realizzato in modo convenzionale, però il risultato visuale non può essere la ragione per scegliere il tetto ventilato. I costi di realizzazione di un tetto ventilato sono superiori a quelli di un tetto convenzionale, ma è accertato che i maggiori costi di realizzazione si ammortizzano nel tempo fino a rendere più conveninte la soluzione del tetto ventilato. Norme su come progettare un tetto ventilato in legno. Il problema di ventilare le coperture in coppi, diventato di attualità per lo sviluppo del recupero e sfruttamento abitativo dei sottotetti, ha comportato specifiche norme UNI al riguardo, che mettono a punto questi principali concetti: la camera di ventilazione, fra tetto legno lamellare manto di copertura e strato coibente, deve essere non inferiore a 550 cmq per metro lineare di larghezza della falda, perchè solo con tale dimensione dell’intercapedine l’aria calda è in grado di attivare i moti convettivi ascensionali; l’aria esterna deve entrare nella camera di ventilazione, a livello di gronda, in modo facile e soprattutto deve uscire dal colmo attraverso un elemento di sfiato, adeguato a garantire il deflusso dell’aria riscaldata in quantità almeno pari a quello di entrata.  Lo strato di ventilazione, realizzato secondo le modalità e le dimensioni indicate nelle Norme UNI, agevola con i moti convettivi la fuoriuscita dell’aria riscaldata attraverso la linea di colmo, di adeguata sezione, con una velocità di 0,70 - 0,90 metri al secondo. Il buon funzionamento di uno strato di ventilazione, che abbia una sezione di 600/700 cmq al tetto legno lamellare, può portare ad un abbattimento calorico superiore al 40% oltre a tutti gli altri benefici propri della ventilazione come la maggior durata degli elementi che compongono la copertura per l’assenza di muffe e fenomeni di condensa.
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